l’antidoto

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L’architettura è quello che la poesia era per Montale, un antidoto contro la negatività della vita.
Ma mentre la natura della poesia come antidoto è di essere fugace, e in questo modo
superare il senso negativo del tempo della vita, la natura dell’architettura è di permanere,
di essere un segno che permane nel tempo e in questo modo racconta.

E’ presenza di altro sentire, che attraverso essa parla nonostante la morte. La sua
permanenza ci parla della nostra vita come quelli che prima di noi c’erano l’hanno vissuta.
Ci parla della possibilità che questo racconto si costituisca come senso.
La poesia risveglia il sogno, l’architettura lo racconta.

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