La forma dello spazio

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La consistenza della realtà non è uguale dappertutto ma è condizionata dallo spazio in cui essa si manifesta. Così come la consistenza stessa dello spazio, la sua forma e la sua densità – la densità del vuoto – cambiano in prossimità di una stella di grande massa (una stella a neutroni, o un buco nero), così la consistenza (intesa come forma e densità) del reale cambia se di esso si fa esperienza in luoghi chiusi o in luoghi aperti. E all’interno di un luogo chiuso la realtà cambia in conseguenza della forma e della consistenza dell’involucro. Così la realtà che si vive – cioè di cui si fa esperienza – dentro un cubo di vetro è diversa da quella che esiste all’interno di spesse mura di pietra.
Cambiando la consistenza della realtà cambiano anche le modalità di relazione tra i diversi oggetti e gli attori che al suo interno esistono e si muovono. Per questo dentro spesse mura di pietra possono succedere cose che non possono accadere dentro pareti di vetro. All’interno di luoghi misteriosi succedono cose misteriose. E ci sono luoghi di particolare studio e forma, il cui senso, benché ampiamente sperimentato e verificato, ancora ci sfugge, e all’interno dei quali possono succedere cose altrove inconcepibili.
Questo è il motivo per cui Dio può esistere solo all’interno del suo luogo, nel senso che quel luogo e Dio sono la stessa cosa, uno è il prodotto dell’altro, in un processo di perenne scambio e rifondazione. E questa è stata anche la nostra gloria: essere riusciti a concepire un luogo in cui ogni singola misura vibra in consonanza armonica con tutte le altre, un luogo in cui Dio può esistere.

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